Jess è sulla moto di uno degli Eddy, che sta guidando troppo velocemente, sorpassa le auto sfrecciando a zig zag, e Jess vorrebbe dirgli di rallentare, ma non ci riesce, le sue parole si perdono nel vento. Gli viene in mente uno di quegli episodi di Dragon Ball, dove alcuni personaggi non solo riescono a volare, e per giunta a una velocità super sonica, ma poi tra loro comunicano senza problemi, come se non fossero proiettili umani che viaggiano nell’atmosfera, ma dal loro modo di conversare sembrano seduti comodamente a bere tea, mentre Jess su una moto a 100 km/h non riesce a far sentire la parola “rallenta” urlata al pilota.
SECONDO EPISODIO
Nessun tg ne ha parlato, e nemmeno i maggiori giornali nazionali ne hanno fatto accenno se non in maniera fugace, né prima né durante la manifestazione del V-Day. Dunque sembrerebbe che le notizie siano decise a tavolino per interessi più o meno diretti, e in questi giorni Jess ha potuto constatare che effettivamente l’informazione italiana è ormai cadavere in putrefazione. E' tristemente vero che ormai in Italia se un evento è raccontato in televisione allora è accaduto, altrimenti no! Così il resto della popolazione che non naviga in internet alla ricerca di varie fonti d' informazioni probabilmente resterà all'oscuro di molte cose.
TERZO EPISODIO
La ragazza dai lunghi capelli neri è seduta in parterre, sembra stanca, ma si illumina in viso mentre vede in azione la nuova squadra della JuveCaserta. Questa volta, alla fine del primo tempo, è lei a cercare con lo sguardo Jess, che invece è a casa a mangiare un tiramisù. Sta guardando il tg e pensa che ora si può parlare del V-day, tanto ormai è accaduto, e pensa anche che gli andrebbe un grappino, per far scivolare la quantità di crema al mascarpone che sta ingurgitando. Uno degli Eddy bussa alla porta, ha una bottiglia di grappa in mano, dunque è ammesso in casa di Jess, mentre la JuveCaserta arriva seconda al torneo, lasciando però i tifosi con la certezza che giocherà un ottimo campionato.
QUARTO EPISODIO
Piove. Jess guarda il cielo e pensa se sta piovendo proprio in questo istante anche in qualche altra parte del mondo, chissà se ora proprio ora sta piovendo in altre città, chissà chi sta bagnando la pioggia. Chissà se la pioggia è uguale ovunque, in Italia come in Inghilterra, e Jess cerca di non affogare nella pioggia, sta curando il suo Mal di vivere con la letteratura, e cerca di non affogare tra le pagine di Svevo, Montale, Pavese. É autunno, ma niente fichi, niente uva, niente castagne…sono le cinque del pomeriggio, l’ora del tea.
QUINTO EPISODIO
Jess sta guardando il tg della sera, e pensa che l’alternanza al Governo sia fondamentale per la Democrazia e per i cittadini, e che la mancanza di alternanza crei in chi ci governa la sicurezza di rimanere impunito.
Due loschi figuri ci hanno usato per l'alternanza quinquennale del loro presenziato al potere, forse tra loro già concordato!! Anche Jess pensa che l'alternanza politica non deve essere un ribaltone istituzionalizzato, dove ogni cinque anni si cambia tutto per non cambiare mai nulla.
Lo pensa Jess. Lo pensano un po’ tutti…ma non tutti.
SESTO EPISODIO
Jess è seduto ad aspettare. Quanto tempo è che aspetta? Ore, giorni, mesi, anni, e nel frattempo si sente sempre uguale a ieri, ma non è così, e se c’è un limite di età o un massimo di età, allora lui è in ritardo per qualsiasi cosa. È circondato da persone che come lui aspettano.Anche la ragazza dai lunghi capelli neri sta aspettando. Aspettano tutti, poi il momento atteso arriva e passa senza cambiare nulla per nessuno, la JuveCaserta riprende a giocare, Jess ricomincia ad aspettare.
SETTIMO EPISODIO
Jess sta osservando una delle tartarughe che cerca di evadere dalla bacinella in cui dovrebbe aspettare insieme alle altre, prima di tornare nella tartarughiera che uno degli Eddy sta pulendo. La tartaruga si è appoggiata alla parete di plastica, è in piedi, tenta di scavalcare facendo leva sulle zampe anteriori, allunga il collo, è nel massimo della sua estensione, ma il guscio è troppo pesante e la riporta giù. Nello stesso momento un uomo entra in un’aula di tribunale, ha in tasca una pistola, spara, uccide ed è ucciso.
OTTAVO EPISODIO
Ieri sera Jess ha cenato con una birra, e questa mattina ha mal di testa, non ha idee, e non sa che fare. Leggere un buon libro? Leggere un cattivo libro? Guardare la tv? Fare un commento sul Governo sempre sull’orlo di una crisi? Intagliare una zucca? O cucinarla? Trovare un posto a Gianni il lanternino per farlo riposare?Nessuna di queste cose lo invoglia ad uscire dal suo regno di coperte e cuscini, resta a letto a guardare il soffitto, come se fosse fermo sul punto zero dell’asse temporale. Poi improvvisamente si ricorda che deve andare a lavoro, ed è anche piuttosto in ritardo.Mentre cammina da casa sua alla Libreria pensa che non c’è nessun altro tragitto che gli piacerebbe fare.
NONO EPISODIO
Qualche sera fa Jess ha acceso la tv ed è rimasto sorpreso di vedere in diretta su La7 Il Sergente di Marco Paolini. L’attore ha raccontato cosa ha visto nel suo viaggio sulle tracce del libro autobiografico di Mario Stern, Il sergente nella neve, che ripercorre la ritirata dei soldati attraverso la taiga russa nell’inverno 1943, vicenda storica dolorosa che si è lasciata alle spalle oltre 30mila morti. Paolini ha scelto di interpretare le voci dei soldati italiani in una cava sotterranea invasa da acque verdissime, gelide e immobili, sui monti Berici alle porte di Vicenza, un'ambientazione suggestiva per ricreare la postazione dei militari, nascosti nelle “tane” in riva al Don.
DECIMO EPISODIO
Jess è in autostrada, sta per imboccare l’uscita Caserta Sud, e il suo sguardo è attirato dall’enorme edificio alla sua destra. Un altro centro commerciale? Ma di quanti ne abbiamo bisogno? Pensa che forse vogliono farci dimenticare la nostra città: per fare acquisti la gente si chiude in centri commerciali e vive sempre meno la dimensione cittadina. Se Chomsky sostiene che hanno fatto degli Usa un paese di sobborghi con enormi centri commerciali nelle periferie e il degrado nei centri abitati, allora Jess sostiene che hanno fatto tutto questo anche nel resto del mondo!! Gli viene in mente una storia capitata a un suo amico che doveva comprarsi un paio di scarpe: decise di andare al centro commerciale, perché è vicino casa sua e c’è un ampio parcheggio. Dopo aver passato ore e ore a girare come un moscerino attirato dalle mille luci dei negozi, tornò a casa felice del suo acquisto: un telefonino!! È il rischio che si corre nei centri commerciali: si va per comprare un paio di scarpe, e si esce con un telefono cellulare.
UNDICESIMO EPISODIO
Stamattina Jess ha conosciuto Assunta, che nonostante il nome è disoccupata. Lei voleva fare la maestra ma non aveva classe, ha la qualifica di dattilografa e ride ad ogni battuta, parla a raffica come il vento, e per non perdere il filo del discorso le servirebbe un sarto: secondo lei la Salerno-Reggio Calabria l'hanno chiamata A30 perché è da trent'anni che la stanno facendo…che con il ritorno dell'ora solare è sparita l’unica cosa legale ancora esistente in Italia…che è inutile arrabbiarsi, ma bisogna fare come il Premier Britannico che non si fa prendere dall' IRA…e bla bla bla…
Jess pensa che vorrebbe essere lui il sarto…per cucirle la bocca, poi approfittando di un momento di distrazione, va via come una ballerina classica: in punta di piedi.
DODICESIMO EPISODIO
Martedì sera Jess è andato in piazza Municipio a San Nicola, nel Salone delle Conferenze del “Real Sito Borbonico”, dove Marco Travaglio ha presentato i suoi due ultimi libri. Il sindaco di San Nicola ha dato il benvenuto al giornalista e scrittore Travaglio, scusandosi con lui per il triste spettacolo dei rifiuti ammassati sulle strade.
Si scusa con lui? Per la serie “i sacchetti dell’immondizia sono antiestetici, non facciamo una bella figura con tutta questa spazzatura in mezzo alla strada!”. Come se non bastasse il sindaco Pascariello ha avuto il coraggio di dire che purtroppo siamo tutte vittime de Lo Uttaro, lui compreso.
Jess avrebbe voluto dirgli che se l’Amministrazione Comunale di San Nicola la Strada poteva fare poco, è vero anche che meno di nulla ha fatto: forse il Sindaco ha dimenticato che ha preferito rinunciare all’incarico di Presidente del Comitato di Controllo sulla gestione della discarica Lo Uttaro, nonostante gli furono consegnate le analisi che dimostravano che la discarica contiene sostanze nocive in misura centinaia di volte quelle consentite. Dovrebbe scusarsi con i suoi concittadini.
Giovedì sera. Andare al cinema e guardare sul grande schermo la propria città: a Jess è capitato in occasione dell’anteprima del film Lascia perdere Johnny! di F. Bentivoglio.
Jess non è abituato a questo, anche se non è la prima volta che viene girato un film a Caserta, e forse chi vive a Roma o a New York ne è assuefatto, forse non bada nemmeno più a riconoscere le strade, i palazzi, i panorami della sua città, nel buio di una sala cinematografica, mentre Jess si è divertito molto a seguire la storia di Faustino, un giovane casertano che a metà degli anni Settanta sogna di diventare musicista.
Uno degli Eddy sta leggendo il giornale, appoggiato al bancone della libreria di Jess.
- Hai letto qui? Hanno censurato Luttazzi.
- Di nuovo?
- L’Italia è un paese teocratico o laico? Perché i preti possono parlare in televisione e Daniele Luttazzi no? Perché una rete privata decide di chiudere un programma di successo prima di mandare in onda il monologo di Luttazzi sull’enciclica del Papa? E invece può andare in onda sulla tv di Stato la Santa Messa o l’Isola dei Famosi…e la Rai si fa anche pagare il canone!
La televisione è affollata di opinionisti, ma quando qualcuno vuole esprimere un’opinione totalmente fuori dal coro viene censurato.
- Eppure la satira non ha limiti. Puoi scegliere di ascoltarla. Puoi scegliere di ignorarla. Non puoi limitarla. Se ti sembra volgare, puoi sempre cambiare canale.
Qualche volta la ragazza dai lunghi capelli neri alimenta il suo malessere con cucchiaiate di tiramisù. Emergono dal suo inconscio fantasmi di desideri passati, lei li fa accomodare al suo banchetto, poi guarda sulla punta della forchetta e non le piace ciò che vede, improvvisamente se ne vergogna e corre a vestirsi, a indossare nuove maschere per non essere più nuda. Anche Jess ha la sua personale scimmia sulla schiena, e sa che un quarto della propria anima è fuori controllo. Guarda la scimmia arrampicarsi e raggiungere le sue spalle. Lui la scrolla da dosso, lei cade e risale, ma ogni volta è più lenta.
Nessuna droga è perfetta.
Mentre Jess visita le mostre di Sebastião Salgado In Cammino e di Gino Covili Gli esclusi, e quella di Jakob Philipp Hackert La linea analitica della pittura di paesaggio in Europa, pensa che Caserta fa proprio schifo: chi la fotografasse o la dipingesse adesso non potrebbe far altro che fotografare e dipingere l'ammasso di rifiuti che ha bruciato per tutta la notte di San Silvestro, come in una scena apocalittica. Jess si dà alla fuga, sella un cavallo, e scompare per tre giorni tra le praterie innevate del Matese.
Martedì sera Mentana ha fatto il solito show nel suo programma serale, si è occupato del problema rifiuti in Campania, e in collegamento c’erano anche le persone di Pianura, tra cui un’Ingegnere donna che cercava di spiegare inutilmente al dott. Mentana quello che sta accadendo realmente in Campania.
Jess era davanti al televisore, ascoltava la voce di questa donna, e le ha giurato completa devozione: l’avrebbe voluta Presidente della Repubblica, avrebbe voluto farsi adottare da lei, avrebbe voluto ascoltare la sua voce per sempre.
Paradossalmente proprio in questa regione si è diventati tutti “tecnici”, tutti “esperti”, tutti “informati” sullo smaltimento dei rifiuti! E tutti consapevoli che la camorra scorre nel sottosuolo, come il percolato.
Barricate fatte di spazzatura, immondizia lanciata come sassi, un’autoambulanza, un furgone della polizia penitenziaria. Guerriglia.Jess è in auto, attraversa quel che resta di un campo di battaglia, sta cercando di raggiungere l’autostrada per tornare a casa. E si domanda com’è possibile che il Presidente della Regione Campania e il Governo Italiano abbiano permesso che accadesse tutto questo? Com’è possibile che abbiano gettato in condizioni da Terzo Mondo quel che era stato un regno all’avanguardia per la cultura e per la tecnologia? Nascere in un posto anziché in un altro non è un merito, né un demerito, non dovrebbe essere un fattore discriminante. Mentre è assorto nei suoi pensieri, Jess è bloccato da alcuni ragazzini, lui frena bruscamente, uno dei ragazzini tenta di forzare la portiera, picchia sul finestrino, urla qualcosa, ma Jess non capisce, ingrana la retromarcia, si allontana velocemente, finalmente trova lo sbocco per l’autostrada, e si dirige verso casa “sano e salvo”, ma con l’amara sensazione di non esserlo affatto.
DICIANNOVESIMO EPISODIO
Giornalisti. Fotografi. Cittadini seduti sulle poltroncine blu. Il ragazzo del bar. Tutti in attesa dei consiglieri, che arrivano con comodo, e così il Consiglio Provinciale inizia con un forte ritardo. “Chi paga i caffè e le bottigliette d’acqua?” pensa Jess, e intanto il Consigliere Trombetta prende parola…Trombetta? E Jess pensa immediatamente a Totò, ma il sorriso che compare sul volto è spazzato via appena interviene il presidente della Provincia De Franciscis, il quale definisce l’“emergenza rifiuti” come “insopportabile telenovela”, poiché questo disastro ambientale è iniziato 40 anni fa. Il Presidente parla di terrorismo informatico e terrorismo psicologico, continua a dire che non siamo la pattumiera di Italia!! Ma dove vive lui, in Alto Adige? Sono 450 mila le tonnellate di rifiuti prodotti ogni anno nella Provincia di Caserta, composta da 104 Comuni, e De Franciscis si preoccupa solo di non far fare cattiva pubblicità.
VENTESIMO EPISODIO
- Avrebbe potuto salvarsi se fosse atterrato sull’immondizia. I sacchetti avrebbero attutito lo schianto. Ora questo come lo smaltiamo? Come si ricicla?
- Fa parte dell’organico.
- Sì, ma bisogna togliere i vestiti. I vestiti vanno da un’altra parte. E anche le scarpe.
- Caspita, aveva gli occhiali da vista in tasca e si sono rotti! I vetri vanno nella campana del vetro.
- E che altro ha nella tasca del giaccone?
- Un libro.
- Quello va nel cassonetto della carta.
- Sì, ma la copertina è plastificata, mettiamola nell’indifferenziato.
- Ci sarebbero i suoi ideali. Le sue speranze. I suoi desideri. Le sue aspettative. Quelle dove si portano? Dove le gettiamo?
VENTUNESIMO EPISODIO
Nonostante tutto Jess non si sente tranquillo, nonostante ci sia sempre il Cavaliere pronto a scendere in campo per salvare l’Italia. Lui, il Cavaliere, non vorrebbe, ma deve: non vorrebbe ricandidarsi per la quinta volta come Premier, ma ha l’obbligo morale di farlo. Eppure, tutto ciò suona come una cazzata nella testa di Jess. Lui, Jess, ha perfino spedito la sua tessera elettorale al Presidente della Repubblica, e si chiede quando ci sarà un ventata di novità in politica, quando verranno nuove persone a “fare politica”, ma non chi ha smesso di fare il sindaco per sedersi su una poltrona più sfarzosa. Persone nuove, davvero nuove.
VENTIDUESIMO EPISODIO
Un’altra fiaccolata contro i veleni delle discariche e i rifiuti nelle strade. Nonostante il freddo, un centinaio di persone si sono incontrate per sfilare sotto gli occhi di chi sembra alieno a questo problema. Tra la folla Jess riconosce la ragazza dai lunghi capelli neri, e nota che lei non indossa più la divisa del suo liceo, pensa che ormai si sarà diplomata, che avrà circa diciannove, massimo venti anni. Pensa che lei sia molto bella, e che se lui avesse anche solo cinque anni in meno l’amerebbe. Il corteo si è fermato sotto casa di Petteruti, qualcuno gli citofona, ma il Sindaco ovviamente non c’è.
VENTITREESIMO EPISODIO
Giovedì 28 febbraio 2008, ottanta chitarre elettriche, venti bassi e una batteria, diretti da Glenn Branca, hanno eseguito per la prima volta in Italia Hallucination city, e Jess non poteva mancare all’evento, anche perché nell’orchestra c’era uno degli Eddy. Durante l’ascolto della sinfonia n.13, scritta per 100 chitarre, Jess si sorprende distratto a pensare alla ragazza dai lunghi capelli neri, si sporge in avanti e poi indietro per scrutare meglio le file di poltroncine dell’Auditorium, nella speranza di riconoscere la chioma corvina, ma è troppo buio e rinuncia. Forse la incontrerà in quello stesso luogo in un’altra occasione, forse al concerto di Bjork o forse la vedrà danzare su quel palco.
VENTIQUATTRESIMO EPISODIO
Sono le nove del mattino. Sono le nove e dieci del mattino. Jess è ancora a casa, dovrebbe andare ad aprire la sua Libreria, e invece se ne sta seduto in cucina a bere tea. Sono le nove e quindici del mattino. Le campagne elettorali continuano assidue, i candidati alle elezioni sono ovunque, onnipresenti, in molte città italiane, in quasi tutti i programmi televisivi, mentre si continua a morire sul posto di lavoro, mentre si continua a morire sommersi dall’immondizia, mentre si continua a morire per malasanità. Sono le nove e trenta del mattino. Alla televisione danno la vecchia serie Happy Days, la puntata della quinta stagione, quando Fonzie salta uno squalo con gli sci acquatici, considerata l'inizio dell’inversione di popolarità della sit-com. Jess immagina Berlusconi, Veltroni, Casini, Mastella, D’Alema, e molti altri, saltare lo squalo.
VENTICINQUESIMO EPISODIO
L’aereo è decollato. Jess cerca di rilassarsi sulla sua poltroncina. Non ha paura di volare, ma non può certo escludere che l’aereo possa precipitare, perché c’è sempre una probabilità. Dietro di lei siede una coppia di amiche, una delle due ragazze ha annunciato che ha deciso di sposarsi entro la fine di quest’anno, lo ha detto ad alta voce, rivolgendosi a tutti i passeggeri, ma la cosa incredibile è che invece di “fare spallucce”, tutti si sono congratulati con lei. Jess se ne sta quieto al suo posto, mentre la ragazza sta raccontando all’amica come si svolgerà il giorno del suo matrimonio, come sarà il suo vestito, come si pettinerà, che bouquet avrà, chi inviterà, dove festeggerà…e improvvisamente a Jess non sembra più così terribile l’ipotesi di precipitare con l’aereo.
VENTISEIESIMO EPISODIO
Se Dalì avesse vissuto in questi anni in Italia, avrebbe certamente avuto molti spunti per la sua pittura, ma forse questo Paese è troppo surreale anche per Dalì. Il maestro del Surrealismo avrebbe potuto avere un esaurimento nervoso. Questo pensa Jess, mentre guarda il messaggio elettorale autogestito del PDL, in cui persone piene di speranza cantano “Meno male che Silvio c’è”, senza mai nominare il Partito, ma solo il Presidente. Forse ancora più ridicolo è l’arrangiamento creato per il PD, in cui le persone cantano allegramente sulle note dei Village People. Jess sperava fossero video satirici ideati da Corrado Guzzanti, e si aspettava da un momento all’altro che l’attore fosse inquadrato per dire qualcosa…ma cos’altro c’è da dire? Le stesse cose di 10 anni fa, perché i politici e i problemi sono sempre gli stessi.
VENTISETTESIMO EPISODIO
Mentre la schiuma dello shampoo scivola nello scarico, la ragazza dai lunghi capelli neri afferra un asciugamano, friziona la testa bagnata, prende un paio di forbici, ed accorcia di qualche centimetro la sua chioma. Nel pomeriggio ha diversi appuntamenti di lavoro, ma prima vorrebbe passare in Libreria, dove lavora Jess, per acquistare l’ultimo numero di Blow up, e soprattutto vorrebbe incontrare Jess. Percorrendo la solita strada, passa di fronte a un negozio in cui è stata allestita una mostra fotografica, si sofferma a leggerne il cartellone, poi con passo deciso si affretta in Libreria. Jess è dietro la cassa, la ragazza dai capelli neri si avvicina per pagare la rivista musicale, e poi lo invita ad andare a vedere quella mostra fotografica insieme a lei.
VENTOTTESIMO EPISODIO
Dopo la caduta del Governo Prodi, mentre la JuveCaserta risaliva la classifica facendo ora sperare in una promozione diretta, è stata fatta una campagna elettorale che ha stomacato la Nazione, e parole come scheda nulla, scheda bianca, non voto hanno affollano i pensieri di onesti cittadini. Molti elettori sono stati indecisi su cosa fare. E Jess…Jess, beh…lui non ha ancora deciso se iscriversi a un corso di tip tap o di tango argentino…non ha ancora deciso se accettare l’invito della ragazza dai capelli neri, così delicatamente sfacciata…non ha ancora deciso che libro leggere per primo…ma potrebbe anche non fare nessuna di queste cose e vivere ugualmente bene.
VENTINOVESIMO EPISODIO
Lunedì mattina André Breton e Hégésippe Simon si sono presentati a casa di Jess, per aggiornarlo sulla formazione del nuovo Governo. Il poeta e il precursore del Partito Radicale francese si sono accomodati in poltrona e hanno spiegato a Jess che ormai l’Italia è in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione, e che la realtà italiana è svincolata dal tempo, dunque dal surrealismo alla metafisica il passo è stato breve: il Belpaese ha superato il livello Dalì, ora è vicina al livello De Chirico. Jess per un po’ ha ascoltato con interesse, ma quei due non la smettevano più di parlare, così ha dovuto inventare una scusa per allontanarsi, e li ha lasciati a discutere nel suo salotto. Intanto lui è andato nella sua stanza, e nel letto ha trovato la ragazza dai capelli neri.
Ancora una volta Jess apprende da un giornale di essere morto assassinato un martedì pomeriggio, cause ignote, nessun sospettato. Ancora una volta Jess se ne sta in piedi di fronte all’edicola, agitato e incredulo. Chi si diverte a farlo morire? Lui è un morto tra i morti? A questo punto si domanda se davvero ha visto nel suo letto la ragazza dai capelli neri, e se davvero hanno discusso nel suo salotto André Breton e Hégésippe. Uno è morto, l’altro mai esistito. Ancora una volta Jess decide di andare alla redazione del giornale, chiarire l’equivoco, riprendere la sua vita, ricominciare a vivere.
Nella Redazione del giornale, dove Jess è andato per indagare su chi si diverte a far pubblicare la notizia della sua morte, il direttore gli indica chi si occupa di necrologia: Jess guarda in direzione della fotocopiatrice, lì accanto un uomo di piccola statura, occhi da pazzo, i capelli grigi e spettinati, le mani ruvide e nere di inchiostro, come pure i vestiti, sporchi e spiegazzati, le scarpe consumate e scolorite, sta imprecando perché si è inceppato un foglio. Jess si avvicina cauto, e timoroso gli chiede come abbia avuto la notizia della sua morte, che ovviamente non è vera. Quello gli risponde che è stata una ragazza dai capelli neri a dirgli di mettere l’annuncio tra i necrologi. Questa rivelazione agita Jess: quante ragazze dai capelli neri conosce? E quante di loro desiderano la sua morte? A lui viene in mente solo una. Ma per quanto terribile possa essere questa scoperta, non è certo paragonabile alla notizia della nascita di un dicastero per la semplificazione legislativa assegnato a Calderoli e di uno per il federalismo assegnato a Bossi.
TRENTADUESIMO EPISODIOLe abitudini sono dure a morire. La mattina Jess ha l'abitudine di svegliarsi vivo. Ha anche l'abitudine di mangiare a pranzo e a cena. Ognuno ha le sue abitudini, un vezzo, un passatempo. C'è chi ama la letteratura italiana, e chi legge libri che negano l'olocausto. C'è chi non riesce a smettere di fumare, e chi non riesce a smettere di dare calci e pugni finché non muore il malcapitato. C'è chi colleziona figurine e si diverte ad attaccarle sull'album, e c'è chi sente su di sé il dovere morale di stampare manifesti commemorativi di uno sfortunato camerata, ed ecco la che la città si trasforma in un enorme album su cui attaccare quei manifesti una notte all'anno. Avranno il permesso di affissione? É uno degli Eddy che fa notare queste cose a Jess. Non è una critica, solo un'osservazione.
Mentre si fredda il tea, mentre la televisione resta accesa, mentre la pioggia cade sulla terra calda, mentre gli occhi si chiudono per riposare, mentre l'inchiostro copia fedelmente, mentre i minuti scorrono come sempre, mentre bruciano cumuli di immondizia, mentre Jess è impegnato ad avvitare il tappo di una bottiglia, ma il tappo gira a vuoto perché non è di quelli che si avvitano, mentre due auto si sfracellano una contro l'altra e qualcuno muore, mentre giocatori di pallacanestro lasciano sperare, è già tempo di andare.
La ragazza dai capelli neri sta osservando un gruppo di bambini: si rilassano all'ombra, si rincorrono nel sole, sudano, ridono, fanno le capriole, si annoiano, si sfrenano, disegnano, dicono tante sciocchezze, e sorprendono per la loro saggezza. Il suo istinto materno le fa accarezzare il ventre piatto, ma si sente un po' in colpa a desiderare la maternità. È il cattivo odore che pervade la città a farglielo pensare, sono le decisioni di apertura di nuove discariche a farglielo pensare, è la mancata raccolta differenziata a farglielo pensare, sono gli inesistenti siti di compostaggio a farglielo pensare.
A volte succede, è un attimo, dopo la vita riprende, come quando va via la corrente per qualche secondo, poi torna, la televisione si riaccende e Jess può continuare a guardare il film. Ancora una volta in AttesA. In fondo cosa sono ottanta minuti rispetto all'infinità del tempo? La ragazza dai capelli neri ha raccolto la sua chioma in una morbida coda, nel suo armadio c'è ancora la divisa del liceo, adesso la mattina può decidere cosa indossare, ma perde più tempo a prepararsi. Un attimo, un istante, un tempo infinito fermo in un punto, lo scatto di una fotografia, la parola scritta in un libro, poi la corrente torna e continua il film.
Spesso Jess ha la sensazione che stia finendo un periodo, e che un altro ne stia iniziando. Anche adesso ha questa sensazione, adesso che se ne sta seduto dietro il bancone della sua libreria, mentre legge un articolo sulla promozione della juveCaserta in serie A, e si sorprende a pensare alla ragazza dai capelli neri, chissà se lei è andata alle 5 del mattino al Palamaggiò ad attendere la squadra, l'allenatore, i tifosi, per festeggiare.
Serie A, di nuovo e finalmente, serie A.
Jess chiude il giornale, accende il pc, e inizia a scrivere una lunga e-mail.
Dopo una settimana, Jess ha terminato di scrivere la e-mail, la rilegge con attenzione, poi la cancella. Scende da casa, si immerge nel fiume di persone che si dimenano in mezzo alla strada, e il volume della musica in filodiffusione è così alto da ferire gli orecchi, ma tutti hanno l'aria di divertirsi, e parecchio anche. La folla è concentrata fuori al Caffè che ormai è un punto di ritrovo per molti, anche per Jess, che se ne sta appoggiato al bancone mentre beve la sua birra e cerca con lo sguardo la ragazza dai capelli neri. E lei è lì, ad agitare i fianchi accanto ai suoi amici.
TRENTOTTESIMO EPISODIO
Saltellando è entrato in libreria, Jess se ne è accorto, e lo ha lasciato andare in giro tra gli scaffali. Un passerotto, che non vola. A Jess viene in mente una poesia di Catullo, ma lui non ha certo intenzione di adottare questa bestiola dai colori cupi, che ora si è andato a incastrare dietro il bancone e sta piangendo perché non trova la via di uscita. Abbastanza contrariato, Jess si vede costretto a svuotare uno scatolo per ospitare momentaneamente il passerotto, che ora se ne sta immobile nella casa di cartone. Jess dà un'occhiata ai vecchi inquilini dello scatolo, sono libri di fotografie. Alcune sono molto belle, e in uno slancio di comunicazione, Jess vorrebbe mostrarle al passerotto, ma si accorge che quello si è addormentato.
Jess è seduto al tavolino del solito Caffè e sta pensando alla ragazza dai capelli neri. Poi d'improvviso la vede, intenta a leggere la locandina di uno spettacolo. E' passato un mese da quando lei ha accorciato la sua chioma, ora le è ricresciuta, per cui è tornata ad essere la ragazza dai lunghi capelli neri. Jess non ne è innamorato, però a volte sente la mancanza di lei. Cosa proporle? Un caffè? Birra? Cinema? Poi decide di assecondare la propria natura e restare seduto, come se conoscesse già il finale, che non gli piacerebbe, e allora continua a guardarsi attorno.
Jess sta guardando la televisione. Tutti se lo chiedono quando vedono quella pubblicità, e anche Jess ora se lo sta chiedendo.
Perché una Vj dovrebbe saper fare la ruota?
Poi il regista mi fa: sai fare la ruota?
La ragazza fa la ruota e viene scelta per fare la Vj. Ma perché fare la ruota è elemento decisivo per fare la Vj? Jess pensa che certe braccia sono state rubate all'agricoltura, e che al giorno dopo ci vorrebbe un Tiberio Gracco.
Jess vivrà per sempre qui, non può fare a meno di pensarlo mentre guarda la valigia ai piedi del suo letto. Partirà e tornerà, come sempre. Non dirà addio alla ragazza dai capelli lunghi e neri, non porterà con sé nessun libro, né ne scriverà uno. Non si abbronzerà, non si ubriacherà, non metterà incinta nessuna. Lui si era immaginato mille volte a bere tea in Inghilterra, e invece non andrà lì. Non ha rivelato a nessuno la sua meta, nemmeno a me che sono l'autore di questo Spin off.
